L’interesse a impugnare del pubblico ministero: punti fermi e mutamenti di prospettiva – Wanda Nocerino
Il contributo si propone di ricostruire la categoria dell’interesse a impugnare del pubblico ministero, verificando la tenuta dei tradizionali criteri impiegati per perimetrarne i confini e la possibilità di trasporli senza adattamenti al gravame del magistrato requirente. Si ritiene che la peculiare posizione rivestita nell’ordinamento dalla parte pubblica induca a ricostruire l’interesse in termini “funzionali”, quale espressione del compito istituzionale di concorrere alla formazione di una sentenza normativamente ed epistemicamente corretta. Ne discende una diversa configurazione del giudizio di ammissibilità dell’istanza di gravame del pubblico ministero, non più incentrato sulla ricerca di un’utilità soggettiva per l’impugnante, bensì sulla concreta idoneità della doglianza a giustificare un nuovo controllo giurisdizionale sulla legalità della decisione impugnata.
The essay examines the public prosecutor’s interest in bringing an appeal, questioning whether the traditional criteria of adverse outcome and practical utility can be applied to prosecutorial appeals. The distinctive institutional position of the public prosecutor requires that such interest be understood in functional terms, as an expression of the institutional duty to uphold the law. This calls for a different approach to admissibility, focused not on the pursuit of a subjective benefit, but on the concrete significance of the grounds of appeal and their capacity to justify renewed judicial scrutiny of the decision.
Interesse a impugnare, Pubblico ministero, Ammissibilità delle impugnazioni
Interest in bringing an appeal, Public prosecutor, Admissibility of appeals

