La grande menzogna. Dogmatica della disinformazione e limiti del penale – Alessandro Spena


L’articolo propone una ricostruzione della disinformazione in una prospettiva specificamente penalistica, colmando una lacuna della riflessione dottrinale, prevalentemente orientata agli aspetti politico-criminali. Si sostiene la tesi che la disinformazione non possa essere definita a partire dall’oggetto – l’informazione falsa o fuorviante – bensì dalla condotta di chi, con volontà decettiva, crea o diffonde pseudo-informazioni. Muovendo dall’analisi delle categorie penalistiche del falso e del fuorviante, si dimostra che entrambe acquistano rilevanza giuridica solo in quanto strumenti di una menzogna, sicché è la condotta disinformativa a rendere penalisticamente “falsa” o “fuorviante” l’informazione, e non viceversa. L’articolo distingue inoltre la disinformazione dalla propaganda: pur potendo intrecciarsi sul piano empirico, la prima consiste nella diffusione menzognera di pseudo-informazioni rivolte al pubblico, mentre la seconda mira principalmente alla persuasione e alla mobilitazione. Sul piano politico-criminale, si esclude che la tutela penale possa fondarsi su un generico interesse alla verità del discorso pubblico; la rilevanza della disinformazione risiede invece nella sua capacità di incidere su beni giuridici fondamentali, quali il corretto funzionamento dei processi democratici, la salute, la sicurezza e la formazione consapevole delle decisioni collettive.
This article develops a specifically criminal-law account of disinformation, addressing a gap in legal scholarship, which has largely focused on policy considerations rather than doctrinal analysis. It argues that disinformation should not be defined by its object—false or misleading information—but by the deceptive conduct through which pseudo-information is intentionally created or disseminated. Drawing on the criminal-law categories of falsity and misleadingness, the author contends that both acquire legal significance only insofar as they function as instruments of deception. Consequently, it is the disinformative conduct that renders information legally “false” or “misleading,” not the other way around. The article further distinguishes disinformation from propaganda: although the two may overlap in practice, disinformation consists of the deceptive dissemination of pseudo-information to the public, whereas propaganda is primarily aimed at persuasion and mobilization. From a criminal-policy perspective, the paper rejects the idea that criminalization should protect the abstract truthfulness of public discourse. Instead, it argues that the legal relevance of disinformation lies in its capacity to endanger concrete legal interests, including democratic processes, public health, public security, and the informed exercise of individual and collective decision-making.

Disinformazione, Menzogna, Falso, Fuorviante, Propaganda

Disinformation, Deception, Falsity, Misleadingness, Propaganda

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