La Corte costituzionale restituisce centralità alla valutazione periodica del percorso rieducativo per l’accesso alla liberazione anticipata – Barbara Giors
Il contributo analizza l’impatto della sentenza n. 201/2025 della Corte costituzionale sulla disciplina della liberazione anticipata, modificata nel 2024 dal c.d. “decreto carcere sicuro”. L’indagine prende le mosse dalla riforma del procedimento di cui all’art. 69-bis Op, che aveva sostituito il tradizionale modello fondato sulla valutazione semestrale con un sistema incentrato sull’iniziativa officiosa del magistrato di sorveglianza, ammettendo l’iniziativa del condannato solo in presenza di uno «specifico interesse». La pronuncia della Consulta, dichiarando l’illegittimità costituzionale di tale requisito, riafferma la funzione della liberazione anticipata quale strumento di progressione trattamentale e valorizza la necessità di un riscontro giurisdizionale periodico, tempestivo e individualizzato sul percorso rieducativo. L’analisi si sofferma quindi sulla fisionomia dell’istituto risultante dalla declaratoria di incostituzionalità, evidenziando le persistenti criticità derivanti dalla conservazione dei meccanismi di attivazione officiosa, dalla concentrazione delle verifiche in specifici momenti dell’esecuzione e dalle difficoltà strutturali degli uffici di sorveglianza e dell’amministrazione penitenziaria. Il riconoscimento del diritto alla valutazione periodica della condotta non è dunque, da solo, sufficiente: occorrono risorse concrete perché i principi affermati dalla Corte trovino piena ed effettiva attuazione nella quotidianità dell’esecuzione penitenziaria.
This paper examines the impact of Constitutional Court judgment no. 201/2025 on the regulation of early release (liberazione anticipata), as amended in 2024 by the so-called “Safe Prison Decree” (“decreto carcere sicuro”). It first considers the reform of the procedure under Article 69-bis of Law no. 354 of 26 July 1975,which replaced the traditional system of six-monthly assessments with a system centred on ex officio action by the supervisory judge, admitting applications by the convicted person only where a “specific interest” was shown. By declaring this requirement unconstitutional, the Court reaffirmed the role of early release as a means of supporting the rehabilitative process and stressed the need for regular, timely and individualised judicial review of prisoners’ progress. The paper then examines the implications of the judgment, highlighting the continued reliance on ex officio activation, the concentration of assessments at specific stages of sentence enforcement, and the structural difficulties affecting supervisory offices and the prison administration. Thus, periodic judicial review of the prisoner’s conduct is not sufficient on its own: adequate resources are needed to give practical effect to the principles affirmed by the Court in the day-to-day practice of prison administration.
Corte costituzionale, liberazione anticipata, valutazione periodica
Constitutional Court, early release, periodic assessment

