Il manifestante come nuovo tipo pericoloso? Il ruolo delle misure di prevenzione personale nel contrasto delle forme di dissenso – Marco Colacurci
Il lavoro si concentra sul crescente ricorso alle misure di prevenzione personale quali strumenti di contrasto al dissenso politico in Italia. Muovendo dall’analisi dei “pacchetti sicurezza” del 2025 e del 2026, si evidenzia la progressiva criminalizzazione di manifestanti e attivisti, realizzata tanto attraverso il diritto penale sostanziale quanto mediante misure preventive di carattere amministrativo e di polizia, tra cui il neonato fermo preventivo, il c.d. “DASPO urbano”, nonché il foglio di via obbligatorio. Le innovazioni legislative sono dunque collocate in una più ampia prospettiva, quale consolidamento di un trend già in atto, connotato da un deciso ricorso alle misure di prevenzione personale nel contrasto alle condotte di manifestanti e attivisti. A tal fine, sono analizzate recenti decisioni della giustizia amministrativa relative all’impiego del foglio di via, che mostrerebbero un utilizzo della misura strumentale alla repressione del dissenso politico. Sono altresì esaminate criticamente le recenti pronunce della Corte costituzionale che si sono espresse, in senso prevalentemente positivo, sulla compatibilità di talune di queste misure con i parametri costituzionali della libertà personale e della libertà di circolazione. L’articolo sostiene che l’espansione dei poteri preventivi rifletta una più ampia tendenza verso l’anticipazione e la gestione amministrativa del conflitto sociale, sollevando rilevanti questioni in relazione alla proporzionalità, al controllo giurisdizionale e all’effettiva tutela dei diritti fondamentali, e auspica un intervento censorio più deciso da parte della Corte costituzionale, già in parte preconizzato da alcune delle pronunce esaminate.
The paper focuses on the growing use of personal preventive measures as tools for tackling political dissent in Italy. It starts by analysing the 2025 and 2026 “security packages” in order to highlight the progressive criminalisation of protesters and activists through both substantive criminal law and administrative preventive measures, including preventive police detention and measures restricting access to or presence in specific areas, such as the so-called “urban DASPO” and the foglio di via. However, these legislative developments appear to be consistent with a trend that was already underway, as also shown by recent case law. Particular attention is therefore paid to administrative decisions concerning the use of the foglio di via against peaceful demonstrators. Moreover, the paper critically examines recent decisions of the Constitutional Court concerning the relationship between such measures, personal liberty, and freedom of movement. The article argues that the expansion of preventive powers reflects a broader shift towards the anticipation and administrative management of social conflict, raising significant concerns regarding proportionality, judicial oversight, and the effective protection of fundamental rights, and calls for a more decisive intervention by the Constitutional Court, to some extent already anticipated by the decisions examined.
Misure di prevenzione personale; Dissenso politico; Libertà personale e di circolazione
Personal preventive measures; Political dissent; Personal liberty and freedom of movement

