Segreto “di Stato” e segreto “ultra-statuale”. La questione del segreto NATO – Antonio Fabio Vigneri

Il contributo analizza la progressiva articolazione del concetto di “segreto pubblico” nel nostro sistema penale, evidenziandone la natura plurale e stratificata. Accanto al segreto di Stato, tradizionalmente inteso quale strumento interno di tutela della sicurezza nazionale, emergono infatti forme di segretezza di matrice sovranazionale, tra cui il segreto NATO, caratterizzate da un diverso fondamento giuridico e da un differente regime applicativo. In tale prospettiva, il lavoro si concentra sulla qualificazione del segreto NATO come categoria autonoma, dotata di efficacia self-executing e connotata da un grado di rigidità superiore rispetto al modello interno, al punto da configurarsi, sostanzialmente, come un “super-segreto”. L’analisi mette in luce come tale assetto determini una tensione sistemica con le garanzie del giusto processo e, in particolare, con il diritto di difesa, in ragione dell’assenza di meccanismi di bilanciamento analoghi a quelli previsti dalla legislazione di settore sul segreto di Stato. Il nodo critico è individuato nella mancanza di limiti espliciti all’operatività del segreto NATO, anche con riferimento a fatti suscettibili di incidere sull’ordine costituzionale o sull’ordine internazionale. Muovendo da tali premesse, il contributo evidenzia la lacuna normativa esistente e prospetta la necessità di individuare un sistema di “controlimiti”, in linea con la logica sottesa alla disciplina interna di cui alla L. 3 agosto 2007, n. 124, al fine di ricondurre l’impiego di tale segreto sovranazionale entro un perimetro compatibile con i principi fondamentali dell’ordinamento interno e internazionale.

This paper analyses the gradual development of the concept of “public secrecy” within our criminal justice system, highlighting its multifaceted and layered nature. Alongside state secrecy – traditionally understood as an internal instrument for safeguarding national security – forms of secrecy of a supranational nature have emerged, including NATO secrecy, characterised by a different legal basis and a distinct regime of application. From this perspective, the paper focuses on the classification of NATO secrecy as an autonomous category, endowed with self-executing effect and characterised by a greater degree of rigidity than the domestic model, to the extent that it essentially constitutes a “super-secret”. The analysis highlights how this framework creates a systemic tension with the guarantees of due process and, in particular, with the right to a defence, due to the absence of balancing mechanisms analogous to those provided for by sector-specific legislation on state secrecy. The critical issue lies in the lack of explicit limits on the application of NATO secrecy, including in relation to matters likely to affect the constitutional order or the international order. On this basis, the paper outlines the existing regulatory gap and suggests the need to establish a system of “counter-limits”, in line with the rationale underlying the domestic legislation set out in Law No 124 of 3 August 2007, in order to ensure that the use of such supranational secrecy remains within a framework compatible with the fundamental principles of costitutional and international law.

Segreto di Stato, Segreto NATO, Caso Biot

State secrecy, NATO secrecy, Biot case

Scarica l’articolo in formato .pdf