Politiche europee in tema di contrasto alla criminalità ambientale: proposte di riforma e possibili riflessi interni – Daria Perrone

Dopo che la Commissione europea ha giudicato la direttiva 2008/99/CE, ossia la principale fonte di riferimento europea in materia di criminalità ambientale, inadeguata rispetto alle sfide poste dall’avanzamento della crisi climatica, si è registrato in seno alle Istituzioni europee un certo “fermento riformatore”. Le scelte politiche europee in tema di criminalità ambientale stanno rapidamente virando da un originario approccio minimalista – caratterizzato dalla previsione di poche disposizioni e definizioni generiche– ad una logica repressiva “a tutto campo”, fortemente limitativa della discrezionalità legislativa interna. Lo scopo della presente indagine è quello di ricostruire gli aspetti essenziali del nuovo modello europeo di tutela che sta andando delineandosi in tema di criminalità ambientale e di valutarne, sul piano di politica criminale, punti di forza e criticità, anche in sede di (futuro) recepimento interno.

After the European Commission judged the Directive 2008/99/EC, the main European reference source on environmental crime, to be inadequate with respect to the challenges posed by the progress of the climate crisis, the European Institutions started some reforms. European political choices regarding environmental crime are rapidly veering from an original minimalist approach – characterized by few rules and generic definitions – to an holistic approach, strongly limiting internal legislative discretion. The aim of this paper is to reconstruct the essential aspects of the new European protection model that is emerging in terms of environmental crime and to evaluate, on a criminal policy level, its strengths and critical points, also in the context of (future) internal transposition.

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