L’adeguamento del diritto penale ambientale ai vincoli europei: elementi critico-valutativi a partire dal decreto-legge “terra dei fuochi” e dalla direttiva (UE) 2024/1203 – Mario Iannuzziello

Il diritto penale ambientale sta attraversando una fase di profondo cambiamento, segnata dai vincoli europei. Da un canto, il d.l. 8.8.2025 n. 116 si propone – nelle intenzioni del legislatore – di dar seguito alla sentenza di condanna della Corte europea dei diritti dell’uomo per il caso della c.d. Terra dei Fuochi. Dall’altro, la l. 13.6.2025 n. 91 autorizza il recepimento della Direttiva (UE) 2024/1203, meglio nota come la nuova direttiva ambiente. Entrambe le direttrici della riforma incidono su ciascuno degli ambiti in cui si articola la tutela penale ambientale, cioè il Codice penale, la legislazione di settore e il d.lgs. 231/2001. Tuttavia, se il d.l. 116/2025 si caratterizza per interventi sì incisivi ma comunque limitati e non privi di criticità, la Direttiva schiude uno scenario più ampio. Quest’ultima, confermando alcuni cardini dell’assetto di tutela vigente, come l’opzione per la protezione penale mediata, sembra innovare nella selezione dei fatti da criminalizzare, ricomprendendo nella materia ambientale anche plessi normativi ad essa tradizionalmente estranei, come quello in tema di sostanze pericolose. Muovendosi tra le luci e le ombre di questo processo di adeguamento ai vincoli europei, il legislatore domestico può ricavarsi uno spazio per razionalizzare alcuni aspetti della tutela ambientale, valorizzando le maglie larghe della legge di delegazione europea.

Environmental criminal law is currently undergoing a significant transformation, driven by European legal constraints. On the one hand, Decree-Law No. 116 of 8 August 2025 purports – according to legislative intent – to implement the European Court of Human Rights’ condemnation in the so-called Terra dei Fuochi case. On the other hand, Law No. 91 of 13 June 2025 authorises the incorporation of Directive (EU) 2024/1203, commonly referred to as the new Environmental Directive. Both vectors of reform exert influence across the tripartite framework of environmental criminal protection, encompassing the Criminal Code, sectoral legislation, and Legislative Decree No. 231. While Decree-Law 116/2025 is characterised by interventions that are targeted and incisive – though not without contentious elements, the Directive unveils a more expansive scenario. By reaffirming foundational principles of the extant protective regime – such as the option for mediated criminal protection – it seemingly innovates in the delineation of criminalised conduct, extending the scope of environmental law to regulatory areas previously considered peripheral, notably those governing hazardous substances. Amid this complex process of compliance with European mandates, the domestic legislature may carve out a locus for the rationalisation of certain facets of environmental protection, exploiting the latitude afforded by the European Delegation Law’s broadly framed provisions.

Reati ambientali; Riforma; Vincoli europei

Environmental Offences; Legislative Reform; European legal constraints

Scarica l’articolo in formato .pdf