Gli irresponsabili: sulla crisi dello spazio pubblico democratico, tra politica e diritto – Giovannangelo De Francesco
Lo scritto si sofferma sulle degenerazioni del confronto pubblico democratico, indotte dalla mancanza di un atteggiamento responsabile – da parte dei detentori del potere – riguardo ai processi comunicativi e decisionali afferenti ai propri disegni politici. In proposito, viene sottolineato, tuttavia, come la tendenza a prescindere da un serio e motivato ragguaglio circa le basi giustificative di tali messaggi o programmi non possa implicare, se non in casi limite, delle conseguenze giuridicamente rilevanti. Dopo alcuni rilievi circa le differenze tra il predetto canone della responsabilità nelle scelte politiche e la nozione di ‘verità’ elaborata dai più moderni pensatori, l’analisi prosegue confrontandosi criticamente con alcune tendenze volte a postulare, ora l’esistenza di diritti alla verità, ora un’ intrinseca connessione tra fiducia e diritto. Ne deriverebbe, in ultima analisi, l’esigenza di privilegiare un percorso di ‘educazione sociale’ a scelte responsabili, per quanto difficile ed impegnativo esso possa apparire nell’ attuale temperie postdemocratica. Nella parte finale dell’ indagine, si pone in evidenza come, viceversa, proprio in un settore – ossia quello delle violazioni del diritto internazionale – dove il profilo giuridico della reazione appare legittimo e doveroso, si assista ad una colpevole rinuncia a perseguire gli autori di tali violazioni: e ciò, nonostante che negli ultimi tempi il carattere ‘individuale’ della decisione di darvi corso sia venuto ad accentuarsi, considerata la presenza, all’interno della comunità sociale, di un evidente disinteresse, e talora di un fermo dissenso nei confronti di gesti sconsiderati dei leader di turno. Lo scritto si conclude con alcune osservazioni dedicate al ruolo degli intellettuali nel fronteggiare le tendenze involutive nella conduzione del dialogo democratico.
This article focuses on the degeneration of democratic public debate brought about by the lack of a responsible attitude—on the part of those who hold power—towards the communicative and decision-making processes underlying their political agendas. In this regard, it is emphasised, however, that the tendency to dispense with a serious and reasoned account of the justificatory grounds of such messages or programmes cannot, save in exceptional cases, give rise to legally relevant consequences. After some preliminary remarks on the differences between the aforementioned principle of responsibility in political decision-making and the notion of “truth” developed by modern thinkers, the analysis proceeds through a critical engagement with certain trends aimed, alternatively, at postulating the existence of rights to truth or an intrinsic connection between trust and law. Ultimately, this would suggest the need to favour a process of “social education” towards responsible choices, however difficult and demanding such a path may seem in the present post-democratic climate. In the final part of the inquiry, it is highlighted how, conversely, precisely in one field—namely that of violations of international law—where a legal response appears both legitimate and necessary, there is a culpable reluctance to prosecute those responsible for such breaches. This persists despite the fact that, in recent times, the “individual” character of the decision to engage in such conduct has become more pronounced, given the evident indifference within society, and at times firm dissent, towards the reckless actions of contemporary leaders. The article concludes with some observations on the role of intellectuals in confronting regressive tendencies in the conduct of democratic dialogue.
Responsabilità politica; Dibattito pubblico; Verità e diritto; Violazioni del diritto internazionale
Political Responsibility; Public Discourse; Truth and Law; International Law Violations

