LE INDAGINI INFORMATICHE E LA TUTELA DELLA RISERVATEZZA INFORMATICA – Francesca Palmiotto

L’evoluzione tecnologica ha reso inadeguate non solo le tradizionali categorie del codice di procedura penale, ma anche le fondamenta dei classici diritti costituzionali. Le problematiche che emergono sono estremamente complesse, in quanto non basta individuare le soluzioni tecniche più idonee per compiere una determinata attività investigativa, ma è necessario che tale soluzione sia correttamente inquadrata all’interno del sistema probatorio e svolta conformemente alle regole che lo disciplinano, così da garantire i diritti individuali coinvolti. Il presente contributo verte sull’analisi della tutela della riservatezza informatica nell’ambito delle indagini informatiche. Nel corso della trattazione saranno approfondite in particolare tre tematiche cruciali: 1) il carattere di estrema invasività degli strumenti investigativi digitali; 2) la gestione del cd. ‘materiale neutro’; 3) il rischio di misure esplorative e di derive inquisitorie. Fulcro dello scritto è la critica all’adozione di un approccio parcellizzato e atomistico – adottato in subiecta materia dalla giurisprudenza e, da ultimo, dal legislatore nella cd. “riforma Orlando” – nella regolamentazione delle nuove tecnologie. L’inadeguatezza di siffatto approccio sarà dimostrata anche attraverso un caso di studio: le videoriprese attraverso l’utilizzo di malware.

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LE INTERFERENZE TRA ANTIGIURIDICITÀ, COLPEVOLEZZA E PUNIBILITÀ NELLA NUOVA LEGITTIMA DIFESA DOMICILIARE – Lucia Risicato

Sul fronte dell’autotutela individuale, il totem populistico della sicurezza diventa il paradosso in nome del quale si realizza l’eterogenesi dei fini della nuova legittima difesa domiciliare: lo Stato ora concede al cittadino di andare ben oltre l’autotutela privata necessaria, coniando un’autotutela preventiva e una, per dir così, emotiva, con conseguente contaminazione tra la dimensione oggettiva e quella soggettiva dell’istituto, tra quella reale e quella potenziale. Ne deriva un’importante e irragionevole frammentazione tipologica della scriminante in commento, con evidenti disparità di trattamento rispetto alle ipotesi di legittima difesa tout court. Lo scritto ripercorre i punti salienti della l. 26 aprile 2019, n. 36, ponendone in evidenza – anche in prospettiva comparatistica – le criticità rispetto ai principi generali delle cause di giustificazione e i profili di contrasto con la normativa costituzionale ed europea.

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LA PROTEZIONE PENALE DELL’AMBIENTE COME DIRITTO UMANO. INQUADRAMENTO E RILIEVI CRITICI – Edoardo Mazzanti

Il contributo si propone di porre a confronto gli obblighi di protezione dell’ambiente attraverso il diritto penale, da un lato, e la mancata protezione dell’ambiente come violazione di un diritto umano, dall’altro. Dalla breve disamina, le due tendenze si mostrano non pienamente convergenti, non rappresentando il diritto penale lo strumento più adatto per assicurare la protezione del diritto umano ad un ambiente salubre.

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