DIRITTO ALLA VITA E AUTOTUTELA PRIVATA DI BENI PATRIMONIALI: IL PROBLEMATICO CONFRONTO CON L’ART. 2 CEDU – Alberto Gargani

Ai ricorrenti tentativi di introdurre nell’ordinamento penale forme di legittima difesa “allargata” si è soliti obbiettare l’illegittimità costituzionale e convenzionale di presunzioni di proporzionalità (e necessità) della reazione difensiva, soprattutto nel caso della difesa di beni patrimoniali. Invero, l’art. 2 CEDU, così come interpretato ed applicato dalla Corte di Strasburgo, non si presta, almeno per adesso, ad essere utilizzato quale limite all’autodifesa privata di beni patrimoniali in rapporto alla tutela del diritto alla vita. Ciò comporta incertezze e criticità che finiscono per alimentare derive securitarie, volte a dilatare indebitamente l’area della giustificazione.

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‘Il dialogo tra le Corti parla anche di processo penale’ – Atti del convegno

Si pubblicano in questa rubrica gli atti del convegno di studi dal titolo ‘Il dialogo tra le Corti parla anche di processo penale’, svoltosi presso l’Università del Piemonte orientale, sede di Alessandria, il 15.11.2018.
Il convegno, organizzato dal Dipartimento di Giurisprudenza, Scienze politiche, economiche e sociali, con la partecipazione della Scuola forense Ambrosoli e del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Alessandria, ha voluto riportare l’attenzione su un profilo meno dibattuto della nota ‘vicenda Taricco’, ovvero la natura della prescrizione. Nell’incrociarsi di tematiche all’interno del ‘botta e risposta’ che ha impegnato Corte di Giustizia dell’Unione europea e Corte costituzionale italiana, il convegno ha fatto emergere spunti di particolare interesse, proprio all’indomani della scelta governativa di modificare, con efficacia futura, la disciplina del decorso della prescrizione del reato. I relatori, proff. Amalfitano, Ruggeri, Insolera e dott. Lupo sono stati accompagnati dal ‘controcanto’ dei discussant proff. Rubino, Luther, Ruggiero e Chiavario. Ciascuno di loro ha successivamente rivisto il testo del proprio intervento, che si pubblica qui nella forma preferita da ciascun autore, taluno preferendo tenere rigorosamente fede alla relazione orale, prediligendo altri l’elaborazione più completa.

RAPPORTI DI FORZA TRA CORTI, SCONFINAMENTO DI COMPETENZE E COMPLESSIVO INDEBOLIMENTO DEL SISTEMA UE? – Chiara Amalfitano

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IL CONTRIBUTO DELLA “SAGA TARICCO” ALL’EVOLUZIONE DEL DIBATTITO SULLA COSTRUZIONE DELL’IDENTITÀ COSTITUZIONALE EUROPEA: CONFLITTO FRA SISTEMI DI TUTELA DEI DIRITTI FONDAMENTALI E NUOVI PARADIGMI INTERPRETATIVI DEL RAPPORTO FRA GLI ORDINAMENTI – Vito Rubino

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DOPO TARICCO: IDENTITÀ COSTITUZIONALE E PRIMATO DELLA COSTITUZIONE O DELLA CORTE COSTITUZIONALE? – Antonio Ruggeri

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IL CONTRO-ORDINE DI DISAPPLICAZIONE DELLA “REGOLA TARICCO” – Jörg Luther

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IL DIALOGO TRA LE CORTI E’ INTERROTTO? IMPLICAZIONI E RICADUTE DELLA VICENDA “TARICCO” – Gaetano Insolera

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APPUNTI SU TALUNI ASPETTI DELLA NON PUNIBILITÀ NEL SISTEMA PENALE ITALIANO – Gianluca Ruggiero

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LA “VICENDA TARICCO” IMPONE DI RICONSIDERARE GLI EFFETTI DEL DECORSO DEL TEMPO NELLA GIUSTIZIA PENALE SOSTANZIALE? – Ernesto Lupo

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FRAMMENTI DI PENSIERO ETERODOSSO SULLA PRESCRIZIONE – Mario Chiavario

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BENE GIURIDICO E MODELLI DI TUTELA NELLA DISCIPLINA DEGLI ILLECITI ALIMENTARI: RIFLESSIONI DE IURE CONDENDO (ANCHE) NELLA PROSPETTIVA DELLA RISERVA DI CODICE – Giuseppe Toscano

Il contributo si propone di ricostruire, attraverso le lenti del bene giuridico, il complesso sistema degli illeciti in materia alimentare, oggi solcato da una pletora di fonti normative di diversa matrice e di ardua intellegibilità. La materia della sicurezza alimentare, come è noto, pone peculiari problemi di disciplina legati non solo al tecnicismo dei precetti, ma soprattutto al coinvolgimento di interessi di rango apicale che, in situazioni di incertezza scientifica, rendono concreto il rischio di un’eccessiva espansione dell’intervento punitivo. Partendo da un’analisi del dato positivo vigente e delle più recenti proposte di riforma si cercheranno di individuare, alla luce dei principi di offensività e di extrema ratio, i margini di operatività della sanzione penale in siffatti contesti. Nell’esaminare i possibili contenuti di un intervento riformista, risulterà infine necessario un raffronto con il principio della riserva di codice, onde verificare se esso vincoli il legislatore al suo rispetto anche in subiecta materia o se, viceversa, sia più opportuno derogarvi e mantenere parte della disciplina penale in argomento all’interno della legislazione complementare extra codicem

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