RIFLESSI DELLA RAPPRESENTAZIONE MEDIATICA SULLA GIUSTIZIA “REALE” E SULLA GIUSTIZIA “PERCEPITA” – GLAUCO GIOSTRA

Nel contributo si sottolinea come l’informazione giudiziaria costituisca spesso un fattore di distorsione nella percezione collettiva del fenomeno giurisdizionale, in tal modo alterando il fisiologico circuito democratico che dovrebbe consentire alla comunità nel cui nome viene amministrata giustizia di verificare se si riconosce nelle regole dello ius dicere ed eventualmente di sollecitarne al Parlamento la modifica. Talvolta, la pressione esercitata da una cronaca giudiziaria sensazionalistica e incalzante finisce per influenzare lo stesso svolgimento del processo condizionando pubblico ministero, giudice e persone informate dei fatti.  Gli effetti distorsivi della rappresentazione mediatica, sottolinea tuttavia con forza l’Autore, non debbono mai indurre a preferire una giustizia segreta, sottratta al controllo della collettività. Si debbono invece ricercare –come l’Autore prova ad indicare  le condizioni per cercare di assicurare una informazione che sappia assolvere al suo compito costituzionalmente imprescindibile, senza pregiudicare   l’amministrazione della giustizia e la fiducia che in essa la collettività deve riporre per garantirsi una convivenza socialmente stabile e ordinata. 

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LA SICUREZZA URBANA NEL PRISMA DEL SISTEMA PUNITIVO – GIORGIO PIGHI

Le «Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città» rappresentano il riferimento normativo, rivolto particolarmente ai Comuni, per l’attuazione di politiche di sicurezza urbana, tese a garantire tranquillità diffusa, «benessere delle comunità locali» e protezione da rischi, criticità, comportamenti indesiderabili e reati – soprattutto patrimoniali o violenti – che peggiorano la vivibilità, la convivenza, le relazioni e il senso di protezione individuale e collettiva. Nella ricerca di più solidi equilibri fra interventi reattivi, che ruotano attorno all’illecito e alla sanzione e interventi proattivi per realizzare una migliore organizzazione urbana e una proficua trasformazione sociale, la legge indica due piani di intervento: quello della sicurezza integrata, che attiene alle funzioni e quello della sicurezza urbana che concerne gli strumenti per intervenire sulle situazioni inficiate dall’insicurezza. La disciplina della sicurezza integrata, attribuendo un ruolo primario alla Conferenza unificata e alla Conferenza Stato-città, affronta il nodo del coordinamento tra le politiche statali su ordine pubblico e sicurezza e quelle regionali di polizia amministrativa locale, ai sensi dell’art. 118/3 Cost. La sicurezza integrata costituisce «l’insieme» di tali politiche nell’equilibrio tra interventi reattivi e proattivi, anche se la seconda parte della legge, sviluppando particolarmente le criticità del «decoro urbano», valorizza soprattutto nuovi strumenti reattivi, e in particolare il divieto di accesso, orientati a contrastare il disordine urbano in risposta all’allarme diffuso che suscita, più che alle sue cause.

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