Il suicidio assistito: le prospettive di fondo e la giurisprudenza costituzionale

Proponiamo un approfondimento a più voci, nelle forme di una tavola rotonda “virtuale”, sul tema del rilievo giuridico del suicidio assistito a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 242 del 2019, relativa al caso “Cappato – Dj Fabo”, con la quale è stato dichiarato parzialmente incostituzionale l’art. 580 c.p. La riflessione tiene conto, altresì, della sentenza della Corte costituzionale tedesca del 26 febbraio 2020, che ha sancito l’illegittimità del reato di agevolazione del suicidio, come in quell’ordinamento configurato.

Contributi di Giovannangelo De Francesco, Lucia Risicato, Vladimiro Zagrebelsky e Antonio Nappi.

IL SUICIDIO ASSISTITO NEL QUADRO SISTEMATICO DELLA RELAZIONE CON ‘L’ALTRO’ – G. De Francesco

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LA CONSULTA E IL SUICIDIO ASSISTITO: L’AUTODETERMINAZIONE “TIMIDA” FUGA LO SPETTRO DELLE CHINE SCIVOLOSE – L. Risicato

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AIUTO AL SUICIDIO. AUTONOMIA, LIBERTA’ E DIGNITA’ NEL GIUDIZIO DELLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI UMANI, DELLA CORTE COSTITUZIONALE ITALIANA E DI QUELLA TEDESCA – V. Zagrebelsky

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A CHI APPARTIENE LA PROPRIA VITA? DIRITTO PENALE E AUTODETERMINAZIONE NEL MORIRE: DALLA GIURISPRUDENZA DELLA CONSULTA ALLA EPOCALE SVOLTA DEL BUNDESVERFASSUNGSGERICHT – A. Nappi

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Brevi note sul linguaggio nel diritto penale tra suggestioni letterarie e soluzioni di teoria generale – Gianluca Tracuzzi

Quando si discute sui cosiddetti “mezzi” dell’interpretazione giuridica occorre – in osservanza di quanto previsto dall’articolo 12 delle preleggi – prendere le mosse dal canone letterale, che si è soliti iniziare a specificare attraverso la distinzione tra il momento lessicale e quello grammaticale, fino ad arrivare alle più diverse teorie sull’argomento. Il presente contributo ambisce proporre un parallelismo tra le principali soluzioni proposte in dottrina e alcune suggestioni letterarie che, come spesso accade, sembrano poter favorire la riflessione scientifica. Con un particolare riguardo, in fase di esemplificazione, al delicato campo del diritto penale, dove vaghezze e ambiguità linguistiche rischiano di mettere in pericolo la stessa libertà dei consociati.

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