IL GIUDICE E IL MOSAICO. LA TUTELA DELL’AMBIENTE, TRA DIRITTO DELL’UNIONE E PENA NAZIONALE – FEDERICO CONSULICH

 

Il diritto penale si trova ad un bivio quando si occupa della tutela
dell’ambiente: prevedere illeciti di pericolo astratto, ma necessariamente
bagatellari, o ricorrere a reati di evento, nei quali il nesso causale si rivela
spesso di impossibile prova?
Il dilemma è diventato ancora più drammatico da quando il diritto dell’Unione
ha iniziato a fomentare molteplici e pressanti istanze di tutela, anche e
soprattutto penale, ai legislatori degli Stati membri.
Una volta esaminate le caratteristiche del diritto penale dell’ambiente
nazionale e sintetizzato lo stato della disciplina eurounitaria in argomento,
viene proposta nel saggio una terza via per l’imputazione dei macroeventi
offensivi dell’ecosistema.
Il reale autore dell’illecito contro l’ambiente è spesso la persona giuridica nel
cui interesse le persone fisiche violano la legge penale; occorre allora
implementare la responsabilità dell’organizzazione, valorizzando a pieno le
potenzialità applicative dell’art. 8 d. lgs. 231/2001, che sancisce l’autonomia
dell’illecito dell’ente, affermandone la persistenza anche quando la persona
fisica che ha commesso il fatto non sia stata individuata, non sia imputabile o
non sia punibile per estinzione del reato.

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LE MODIFICHE ALL’ART. 618 CPP: VERSO UN EFFETTIVO ED AUSPICATO POTENZIAMENTO DELLA FUNZIONE NOMOFILATTICA – ANNA CALIGARIS

La funzione nomofilattica della Cassazione vive da tempo una profonda crisi: il numero abnorme di ricorsi indirizzati ogni anno ai giudici di legittimità rende irrealizzabile il fondamentale compito di garantire l’uniforme interpretazione della legge. 

Lo scritto, attraverso l’analisi dei nuovi commi 1 bis e 1 ter dell’art. 618 Cpp, si propone di mettere in luce la valorizzazione della funzione di nomofilachia finalmente operata con l’intervento legislativo del 2017 ed i benefici in punto di certezza del diritto e parità di trattamento da essa discendenti. 

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L’ABOLIZIONE DEL RICORSO PERSONALE DEL’IMPUTATO E IL PROBLEMA DELL’AUTODIFESA NEL GIUDIZIO DI CASSAZIONE: UNA RICOSTRUZIONE – RICCARDO GERMANO

La Riforma Orlando ha escluso la possibilità, per l’imputato, di esperire il ricorso per cassazione in via esclusivamente personale. 

Lo scritto costituisce uno studio delle ragioni di politica legislativa sottese alla modifica, nonché delle conseguenze processuali e delle incertezze applicative che sono seguite. Particolare attenzione è dedicata, poi, alla pronuncia delle Sezioni unite sull’estensione applicativa della riforma e al problema della difesa personale nel giudizio di legittimità. 

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