INTELLIGENZA ARTIFICIALE E GIUSTIZIA: NELLA CORNICE DELLA CARTA ETICA EUROPEA, GLI SPUNTI PER UN’URGENTE DISCUSSIONE TRA SCIENZE PENALI E INFORMATICHE – Serena Quattrocolo

Il breve commento ‘a prima lettura’ della Carta Etica Europea sull’uso dell’intelligenza artificiale nei sistemi di giustizia e nei relativi ambienti, illustra il documento e il suo background. Sulla scia dello studio di accompagnamento alla Carta, si sottolineano alcune problematiche relative alle peculiarità della giustizia penale, mettendo in luce importanti spunti per una riflessione più ampia.

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SANZIONI PECUNIARIE CIVILI E SANZIONI AMMINISTRATIVE QUALI ALTERNATIVE ALLA TUTELA PENALE: PROBLEMI E PROSPETTIVE – Alberto Gargani

Il duplice e, in parte, innovativo intervento di depenalizzazione del 2016 pone di fronte alla necessità di verificare i riflessi che la tendenza alla graduale omologazione e omogeneizzazione – in ambito punitivo – delle garanzie sostanziali e processuali, indotta dall’affermazione della nozione convenzionale di “materia penale”, è suscettibile di provocare sulle politiche di ‘degradazione’ dell’illecito penale. Alla luce delle istanze di flessibilizzazione e di semplificazione che tradizionalmente alimentano i processi di depenalizzazione, nel fronteggiare la persistente esigenza di riduzione della rigidità della legalità ‘penale’ il nostro ordinamento deve fare i conti da un lato, con insopprimibili necessità deflattive, dall’altro, con nuovi e inediti vincoli di garanzia di matrice sovra-nazionale, destinati a incidere profondamente sull’an e sul quomodo del principio di sussidiarietà.

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LA PROGRESSIVA SAGOMATURA DELLA MESSA ALLA PROVA PROCESSUALE – Valentina Bonini

Il contributo parte dall’analisi della posizione assunta dalla Corte costituzionale nelle pronunce adottate in tema di sospensione del processo con messa alla prova, per tentare una coniugazione della componente sostanziale e di quella processuale dell’istituto, evidenziandone le analogie e le specificità rispetto agli altri procedimenti speciali e, segnatamente, al c.d. patteggiamento. Quest’ultimo, invero, viene in più occasioni richiamato da giurisprudenza e dottrina per orientare l’interprete alle prese con
lacune normative o con tentativi di ricostruzione sistematica della probation processuale, ma tale parallelo trova un limite nella diversità delle conseguenze – ora sanzionatorie, ora liberatorie – che derivano dai due procedimenti speciali.

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