L’ERRORE NELLA LEGITTIMA DIFESA: DAL CRITERIO DEL ‘DIFENSORE MODELLO’ AL GIUDIZIO ‘AD PERSONAM’ ? – Daria Perrone

Il contributo si sofferma sul rapporto tra colpa e scriminanti, con particolare riferimento ai criteri di accertamento della condotta colposa in caso di errore.  Se la giurisprudenza ha finora privilegiato una valutazione ex ante su base ontologica totale secondo la prospettiva del c.d. difensore modello, lo scenario potrebbe mutare a seguito delle modifiche introdotte con la l. 26.4.2019, n. 36 in tema di difesa domiciliare. Occorre chiedersi se, in relazione ai casi di eccesso “emotivo”, la riforma segni il passaggio ad un accertamento ad personam legato alle caratteristiche dell’agente concreto.

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SULL’ENNESIMA RIFORMA DEL SISTEMA PENALE ANTICORRUZIONE – Francesco Cingari

Con la l. 9.1. 2019, n. 3, (Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, nonché in materia di prescrizione del reato e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici), a distanza di quasi quattro anni dall’ultimo intervento riformatore della l. 27.5.2015, n. 69, e dopo sette anni dalla l. 6.11.2012, n. 190, il legislatore interviene nuovamente sul sistema dei delitti contro la Pubblica Amministrazione, con un ampio ventaglio di disposizioni di natura “sostanziale”  e “processuale”. Il contributo, che  si concentra esclusivamente sugli interventi di carattere “sostanziale” che hanno inciso sull’apparato repressivo a contrasto dei fenomeni corruttivi, mette in rilievo, da un lato, come il legislatore si sia definitivamente allontanato dalla strategia di contrasto alla corruzione “integrata” tra strumenti repressivi e preventivi, intrapresa dalla l. 190/2012; dall’altro lato, come gli interventi riformatori della l. 3/2019 siano volti alla costruzione di un sistema penale anticorruzione sempre più “differenziato” ed “emergenziale”.

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